LE PARTITE DELLA STAGIONE

INTER-TORINO 5-0

1 giornata | 25 agosto 2025

INTER-UDINESE 1-2

2 giornata | 30 agosto 2025

JUVENTUS-INTER 4-3

3 giornata | 13 settembre 2025

INTER-SASSUOLO 2-1

4 giornata | 21 settembre 2025

CAGLIARI-INTER 0-2

5 giornata | 27 settembre 2025

INTER-CREMONESE 4-1

6 giornata | 4 ottobre 2025

ROMA-INTER 0- 1

7 giornata | 18 ottobre 2025

NAPOLI-INTER 3-1

8 giornata | 25 ottobre 2025

INTER-FIORENTINA 3-0

9 giornata | 29 ottobre 2025

VERONA-INTER 1-2

10 giornata | 2 novembre 2025

INTER-LAZIO 2-0

11 giornata | 9 novembre 2025

INTER-MILAN 0-1

12 giornata | 23 novembre 2025

PISA-INTER 0-2

13 giornata | 30 novembre 2025

INTER-COMO 4-0

14 giornata | 6 dicembre 2025

GENOA-INTER 1-2

15 giornata | 14 dicembre 2025

INTER-LECCE 1-0

16 giornata | 14 gennaio 2026

ATALANTA-INTER 0-1

17 giornata | 28 dicembre 2025

INTER-BOLOGNA 3-1

18 giornata | 4 gennaio 2026

PARMA-INTER 0-2

19 giornata | 7 gennaio 2026

INTER-NAPOLI 2-2

20 giornata | 11 gennaio 2026

UDINESE-INTER 0-1

21 giornata | 17 gennaio 2026

INTER-PISA 6-2

22 giornata | 23 gennaio 2026

CREMONESE-INTER 0-2

23 giornata | 1 febbraio 2026

SASSUOLO-INTER 0-5

24 giornata | 8 febbraio 2026

INTER-JUVENTUS 3-2

25 giornata | 14 febbraio 2026

LECCE-INTER 0-2

26 giornata | 21 febbraio 2026

INTER-GENOA 2-0

27 giornata | 28 febbraio 2026

MILAN-INTER 1-0

28 giornata | 8 marzo 2026

INTER-ATALANTA 1-1

29 giornata | 14 marzo 2026

FIORENTINA-INTER 1-1

30 giornata | 22 marzo 2026

INTER-ROMA 5-2

31 giornata | 5 aprile 2026

COMO-INTER 3-4

32 giornata | 12 aprile 2026

INTER-CAGLIARI 3-0

33 giornata | 17 aprile 2026

TORINO-INTER 2-2

34 giornata | 26 aprile 2026

INTER-PARMA 2-0

35 giornata | 3 maggio 2026

INTER-TORINO 5-0

Marcatori: 18' Bastoni (I), 36' Thuram (I), 52' Lautaro (I), 62' Thuram (I), 72' Bonny (I)

Le notti che ci mancavano, le notti per ritrovarsi a casa, con la gente di sempre, con i colori che amiamo. Ripartire è sempre bello, sebbene non semplice né scontato. E la voglia di ripartire, di tornare a correre, in questo lunedì di agosto, era tanta, troppa. Impossibile contenere l'affetto della gente, il bisogno di Inter, di avere di nuovo una strada davanti da iniziare, insieme. La prima di campionato diventa un contenitore di emozioni e cose belle: gol, cinque. Punti, i primi tre del campionato. Debutti, due: Bonny e Diouf. Prime volte: Sucic titolare, la prima rete di Bonny. E vecchie abitudini: i gol di Thuram, Bastoni che segna e regala assist, capitan Lautaro che sale sui cartelloni e raccoglie l'abbraccio della sua gente. Questa è Inter-Torino: un 5-0 perentorio con cui inizia la Serie A della squadra di Cristian Chivu. Ecco: anche per il mister la prima sulla panchina interista al Meazza. Notte da ricordare.

«Mi è piaciuta molto l'intensità messa in campo, oggi i ragazzi sono stati la miglior versione di quello che possono essere adesso. Siamo solo alla prima partita e il campionato è lunghissimo, ma dobbiamo mantenere quest'autostima per fare una grande stagione».
Cristian Chivu

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 5 Pavard, 15 Acerbi, 95 Bastoni (11 Luis Henrique 86'); 2 Dumfries, 8 Sucic, 23 Barella, 22 Mkhitaryan (7 Zielinski 79'), 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 67'); 9 Thuram (14 Bonny, 67'), 10 Lautaro (17 Diouf 79').
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 16 Frattesi, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios.
Allenatore: Cristian Chivu.

TORINO (4-3-3)
: 81 Israel; 20 Lazaro (16 Pedersen 80'), 23 Coco, 5 Masina, 34 Biraghi; 22 Casadei, 6 Ilkhan (61 Tameze 58'), 66 Gineitis; 26 Ngonge (14 Anjorin 80'), 18 Simeone (19 Adams 64'), 10 Vlasic (7 Aboukhlal 58').
A disposizione: 1 Paleari, 71 Popa, 8 Ilic, 13 Maripan, 21 Dembelé, 80 Bianay, 83 Perciun, 91 Zapata, 92 Njie.
Allenatore: Marco Baroni.

INTER-UDINESE 1-2

Marcatori: 17' Dumfries (I), 28' Davis (U) su rig., 40' Atta (U)

Notte amara, notte strana. Perde l'Inter a San Siro, rimontata dall'Udinese in un match quasi inspiegabile per andamento, occasioni, episodi. L'1-2 maturato al Meazza è risultato che non rende merito alla mole di gioco dei nerazzurri, alla generosità messa in campo, alla quantità di pericoli creati. Un K.O. alla seconda di campionato che si materializza nel primo tempo e che ha come grande protagonista il VAR dell'incontro: prima decisivo per il rigore del pareggio ospite, poi nell'annullamento del 2-2 di Dimarco. Era partita forte la squadra di Chivu, con la rete di Dumfries in fondo a un'azione di tecnica e caparbietà della squadra. Poi il rigore dell'1-1, per un mani proprio di Dumfries. In chiusura di tempo, dopo un buono scampolo di partita dell'Udinese, il gol partita di Atta, con un gran tiro dal limite. Da lì l'Inter si è buttata in avanti, a testa bassa. Il gol di Dimarco, cancellato per offside di Thuram, ha spento i bollori di un San Siro che pregustava il contro-ribaltone. Poi tanti palloni in area, i salvataggi, le chiusure, la pioggia di corner (13), fino alle quattro punte messe per provare a trovare il gol del pari. Tutto inutile, partita stregata.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 15 Acerbi (14 Bonny 83'), 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella (7 Zielinski 83'), 20 Calhanoglu (94 Esposito 68'), 8 Sucic (22 Mkhitaryan 63'), 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 83'); 9 Thuram, 10 Lautaro.
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 5 Pavard, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 17 Diouf, 36 Darmian, 42 Palacios.
Allenatore: Cristian Chivu.

UDINESE (3-5-2): 90 Sava; 13 Bertola (2 Goglichidze 46'), 31 Kristensen, 28 Solet; 19 Ehizibue (77 Modesto 80'), 14 Atta, 8 Karlstrom, 24 Piotrowski (6 Zarraga 70'), 33 Zemura; 15 Bayo (18 Buksa 63'), 9 Davis (32 Ekkelenkamp 70').
 A disposizione: 1 Nunziante, 41 Venuti, 4 Lovric, 11 Kamara, 17 Bravo, 27 Kabasele, 29 Camara, 38 Miller.
Allenatore: Kosta Runjaić.

JUVENTUS-INTER 4-3

Marcatori: 14' Kelly (J), 30' Calhanoglu (I), 38' Yildiz (J), 65' Calhanoglu (I), 76' M. Thuram (I), 83' K. Thuram (J), 91' Adzic (J)

Una notte amara, di colpi di scena e di un finale che purtroppo non premia l'Inter. Una partita infinita, con sorpassi e controsorpassi: il guizzo finale è bianconero, arriva al 91' e costringe i nerazzurri alla seconda sconfitta in questo inizio di campionato. Uno stop che, come detto, arriva dopo un'autentica battaglia, che l'Inter ha condotto per possesso palla e occasioni create, per gioco e per dominio del campo. Il doppio vantaggio juventino, il doppio pareggio di Calhanoglu con autentiche perle dalla distanza. Quando Marcus Thuram, di testa, ha fissato il momentaneo 2-3 al 76', l'Inter ha finalmente preso il vantaggio meritato. Non è bastato: il colpo di testa di Khéphren Thuram e poi il destro di Adzic nel recupero hanno condannato l'Inter a un K.O. doloroso, immeritato, ma concreto.

«Sono fiducioso per il futuro, se la squadra ha queste prestazioni non mi preoccupa nulla. Bisogna avere un po’ di pragmatismo e concretezza, e capire meglio alcuni momenti della partita.».
Cristian Chivu

JUVENTUS (3-4-2-1): 16 Di Gregorio; 4 Gatti (30 David 79'), 3 Bremer, 6 Kelly; 15 Kalulu, 5 Locatelli (17 Adzic 73'), 19 K. Thuram, 22 McKennie (25 Joao Mario 79'); 8 Koopmeiners (32 Cabal 73'), 10 Yildiz; 9 Vlahovic (20 Openda 73').
A disposizione: 1 Perin, 23 Pinsoglio, 18 Kostic, 24 Rugani.
Allenatore: Igor Tudor.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries (36 Darmian 77'), 23 Barella (7 Zielinski 64'), 20 Calhanoglu (8 Sucic 81'), 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto (32 Dimarco 64'); 9 M. Thuram, 10 Lautaro (14 Bonny 64').
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 17 Diouf, 31 Bisseck, 42 Palacios, 94 Esposito.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-SASSUOLO 2-1

Marcatori: 14' Dimarco (I), 81' aut. Muharemovic (S), 84' Cheddira (S)

La coda dell'estate nerazzurra, con il cielo che si riempie di nubi in attesa di un autunno che si annuncia con tutti i suoi crismi, si conclude con una vittoria: meritata, sebbene leggermente sofferta in un finale strambo, pieno di episodi e nervosismo, in fondo a una partita iniziata con grande spirito, ottime giocate e che ha visto tante occasioni (20 conclusioni) e pochi rischi. Il gol di Dimarco al 14', dopo un'azione da manuale con Barella e Sucic rifinitore, ha aperto il match. Il sinistro dal limite di Carlos Augusto all'81' - con la deviazione decisiva di Muharemovic, autorete sancita dalla Lega Calcio Serie A - sembrava averlo chiuso. Il Sassuolo però si è subito gettato in avanti, ha trovato il 2-1 con Cheddira e di fatto ha messo tanto pepe in un finale a tratti convulso. Il VAR, dopo una lunga revisione, ha cancellato il 3-1 di Frattesi, così il popolo di San Siro ha dovuto attendere il 96' per salutare il ritorno alla vittoria in campionato.

«Era importante vincere, venivamo da due sconfitte in campionato e volevamo fare punti stasera perchè siamo l’Inter, ci siamo riusciti e siamo contenti. Sono stati due passi falsi ma il campionato è lungo, pensiamo partita per partita, seguiamo le indicazioni del mister e dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo».
Federico Dimarco

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 25 Akanji, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries (11 Luis Henrique 64'), 23 Barella, 20 Calhanoglu (16 Frattesi 64'), 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram (10 Lautaro 64'), 94 Esposito (14 Bonny 78').
A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios, 95 Bastoni.
Allenatore: Cristian Chivu.

SASSUOLO (4-3-3): 49 Muric; 25 Coulibaly (77 Pierini 92'), 21 Idzes, 80 Muharemovic, 3 Doig; 40 Vranckx (7 Volpato 69'), 18 Matic, 90 Koné (42 Thorstvedt 69'); 10 Berardi, 99 Pinamonti (9 Cheddira 78'), 45 Laurienté (20 Fadera 69').
A disposizione: 12 Satalino, 13 Turati, 5 Cande, 11 Boloca, 15 Pieragnolo, 19 Romagna, 24 Moro, 26 Odenthal, 35 Lipani, 44 Iannoni.
Allenatore: Fabio Grosso.

CAGLIARI-INTER 0-2

Marcatori: 9' Lautaro Martinez (I), 82' P. Esposito (I)

C’è un capitano che segna il cammino e un ragazzo talentuoso che scrive la prima pagina della sua storia. L’Inter vince 2-0 a Cagliari nella 5ª giornata di Serie A e lo fa con il marchio del Capitano, ancora decisivo, e con l’esplosione di gioia di Pio Esposito, al primo gol in Serie A. Una partita intensa, fisica, vissuta sul filo degli episodi: l’Inter l’ha gestita con maturità e ha saputo accendere la luce nei momenti chiave. Il presente e il futuro si intrecciano, in una notte che regala tre punti pesanti e tante emozioni.

«Il primo gol di Esposito? Conosciamo Pio da quando era in Primavera, si allena al massimo e ha la testa giusta, ma dobbiamo lasciarlo tranquillo. È giovane, deve rimanere concentrato e noi lo aiutiamo perché è importante per la squadra e deve crescere, ma ha qualità importanti e sta dimostrando di avere grande valore».
Lautaro Martinez

CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro (58' 17 Felici), 26 Mina, 6 Luperto; 2 Palestra, 8 Adopo, 14 Deiola (58' 10 Gaetano), 90 Folorunsho (77' 29 Borrelli), 33 Obert (77' 3 Idrissi); 94 S. Esposito, 19 Belotti (44' 16 Prati).
A disposizione: 24 Ciocci, 34 Sarno, 4 Mazzitelli, 9 Kılıçsoy, 15 Rodríguez, 18 Di Pardo, 20 Rog, 21 Cavuoti, 27 Liteta, 30 Pavoletti.
Allenatore: Fabio Pisacane.

INTER (3-5-2): 13 J.Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (72' 2 Dumfries), 23 Barella (64' 16 Frattesi), 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto (46' 32 Dimarco); 9 Thuram (64' 94 P. Esposito), 10 Lautaro (89' 14 Bonny).
A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 7 Zielinski, 8 Sucic, 15 Acerbi, 17 Diouf, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-CREMONESE 4-1

Marcatori: 6' Lautaro (I), 38' Bonny (I), 55' Dimarco (I), 57' Barella (I), 87' Bonazzoli (C)

Una serata giusta, un sabato di gol e giocate belle e spettacolari, di divertimento in campo e sugli spalti. Sulla faccia l'aria fredda e le gocce di una bruma autunnale, che avvolge un San Siro colmo, più di 73mila per uno show tutto nerazzurro. Il 4-1 sulla Cremonese poteva assumere contorni ben differenti, basti guardare le statistiche. Ma parlando di statistiche, in un match firmato Lautaro, Bonny (oltre al gol, anche tre assist per il francese), Dimarco e Barella, ecco che bisogna partire dal capitano nerazzurro. Un altro gol ed eccolo lì: Lautaro Martinez arriva a 158 gol complessivi con l'Inter, salendo al quinto posto della classifica dei marcatori di ogni tempo in nerazzurro, raggiungendo Luigi Cevenini III.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 6 De Vrij, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 61'); 2 Dumfries (11 Luis Henrique 53'), 16 Frattesi, 23 Barella, 22 Mkhitaryan (17 Diouf 75'), 32 Dimarco; 14 Bonny (94 Esposito 61'), 10 Lautaro (8 Sucic 75').
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 7 Zielinski, 15 Acerbi, 20 Calhanoglu, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios.
Allenatore: Cristian Chivu.

CREMONESE (3-5-2): 16 Silvestri; 23 Ceccherini (30 Faye 38'), 6 Baschirotto, 15 Bianchetti; 22 Floriani M. (4 Barbieri 74'), 20 Vazquez (10 Vardy 58'), 33 Grassi, 38 Bondo, 3 Pezzella; 11 Johnsen (27 Vandeputte 46'), 99 Sanabria (90 Bonazzoli 58').
A disposizione: 12 Malovec, 69 Nava, 7 Zerbin, 19 Sarmiento, 32 Payero, 48 Lordkipanidze, 55 Folino.
Allenatore: Davide Nicola.

ROMA-INTER 0-1

Marcatori: 6' Bonny (I)

Intensa, come non poteva essere diversamente. Nerazzurra, come sempre nelle ultime stagioni. Roma-Inter è una storia che continua nel segno dei nostri colori: finisce con una vittoria, con tre punti, con la soddisfazione di un match sudato e meritato, faticoso ma bello per quanto complicato da portare in porto. Il gol che decide arriva subito: meno di sei minuti, una volata da centometrista di Ange-Yoan Bonny. Fuga e destro, gol e vittoria. Certo, dopo la rete, una lunga, lunghissima litania di occasioni, duelli, sospiri e battaglie. Tanto calcio, tanta concentrazione: 95 minuti di tensione che si sciolgono nel canto forte e incessante del popolo nerazzurro, che celebra tre punti pesantissimi. Il modo migliore per ripartire dopo la sosta per le nazionali e per iniziare un filotto di partite intensissimo.

«È tutto merito di questi ragazzi, che si sono calati nella realtà di questo campionato lasciandosi alle spalle le delusioni dell'anno scorso, hanno continuato a lavorare per fare vedere che sono forti e possono lottare per ogni competizione. Abbiamo ottenuto un risultato pesante, e torniamo a casa più felici e più consapevoli di prima».
Cristian Chivu

ROMA (3-4-2-1): 99 Svilar; 22 Hermoso (31 Bailey 74'), 23 Mancini, 5 Ndicka (24 Ziolkowski 56'); 19 Çelik, 17 Koné, 4 Cristante, 43 Wesley; 18 Soulé (11 Ferguson 80'), 7 Pellegrini (9 Dovbyk 56'); 21 Dybala (35 Baldanzi 74').
A disposizione: 32 Vasquez, 95 Gollini, 2 Rensch, 8 El Aynaoui, 12 Tsimikas, 61 Pisilli, 66 Sangare, 87 Ghilardi, 92 El Shaarawy.
Allenatore: Gian Piero Gasperini

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella (7 Zielinski 82'), 20 Calhanoglu (16 Frattesi 61'), 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 82'); 14 Bonny (8 Sucic 69'), 10 Lautaro (94 Esposito 61').
A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 17 Diouf, 31 Bisseck, 42 Palacios.
Allenatore: Cristian Chivu.

NAPOLI-INTER 3-1

Marcatori: 33' su rig. De Bruyne (N), 54' McTominay (N), 59' su rig. Calhanoglu (I), 67' Anguissa (N)

Si interrompe la striscia di sette vittorie consecutive per l'Inter e si interrompe contro il Napoli, al Maradona, in fondo a un match in cui i nerazzurri non hanno avuto certo fortuna: episodi, legni e tante occasioni storte che hanno contribuito a un risultato negativo. 3-1 per i padroni di casa, un risultato che - a vedere le statistiche - è difficile da accettare. A partire dal possesso palla (56,5%), passando per i tiri (15 a 7), fino agli expected goals (1.88 vs 1.25): tutti numeri a favore dei nerazzurri, maturati soprattutto in un primo tempo in cui la squadra di Chivu ha più volte sfiorato il gol. Poi la partita si è indirizzata nel verso dei padroni di casa poco dopo la mezz'ora, grazie a un rigore molto discusso. Nella ripresa la rete di McTominay, poi quella di Calhanoglu dal dischetto aveva riaperto la battaglia, chiusa di fatto dal gol di Anguissa al 67'. Terza sconfitta per l'Inter che resta a quota 15 e tornerà in campo mercoledì a San Siro per la sfida di campionato contro la Fiorentina.

NAPOLI (4-1-4-1): 32 Milinkovic-Savic; 22 Di Lorenzo, 5 Juan Jesus, 4 Buongiorno (31 Beukema 90'), 37 Spinazzola (3 Gutierrez 90'); 6 Gilmour; 21 Politano (20 Elmas 82'), 99 Anguissa, 11 De Bruyne (17 Olivera 37'), 8 McTominay; 7 Neres (70 Lang 82').
A disposizione: 25 Ferrante, 55 Spinelli, 26 Vergara, 27 Lucca, 30 Mazzocchi, 35 Marianucci, 69 Ambrosino
Allenatore: Antonio Conte.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries (11 Luis Henrique 73'), 23 Barella (8 Sucic 73'), 20 Calhanoglu (16 Frattesi 73'), 22 Mkhitaryan (7 Zielinski 32'), 32 Dimarco; 14 Bonny (94 Esposito 62'), 10 Lautaro.
A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 17 Diouf, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-FIORENTINA 3-0

Marcatori: 66' Calhanoglu (I), 71' Sucic (I), 88' su rig. Calhanoglu (I)

Sibila sotto la pioggia il pallone calciato da Hakan Calhanoglu: fluttua nell'aria per qualche istante, poi scuote finalmente la porta difesa da quel fenomeno di David De Gea. Come un destro ben assestato da un pugile che finalmente squarcia la difesa dell'avversario, così il castello della Fiorentina crolla al minuto 66 del match: in quell'istante San Siro ruggisce, grida, anche sospira dopo una serie di occasioni incredibilmente salvate dal portiere spagnolo. Clima infuocato, a dispetto del meteo: cinque minuti di pandemonio durante i quali si esalta Petar Sucic, che inventa una giocata da maestro, un dribbling e un gol in area di rara bellezza, un bis capolavoro per dare il secondo scossone al match, quello definitivo. Quando poi in coda Calhanoglu va sul dischetto, è la sentenza finale: Inter-Fiorentina 3-0.

«Mentalmente siamo troppo forti, Chivu ci ha dato la disciplina giusta per mantenere la motivazione. I nostri obiettivi sono grandi, siamo rientrati bene dopo un’estate difficile. Non pensiamo al Napoli: è già il passato. Oggi abbiamo fatto subito lo "switch", non c’era tempo per pensarci su».
Hakan Calhanoglu

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 31 Bisseck, 95 Bastoni (11 Luis Henrique 89'); 2 Dumfries (30 Carlos Augusto 78'), 23 Barella (7 Zielinski 85'), 20 Calhanoglu, 8 Sucic, 32 Dimarco; 10 Lautaro (16 Frattesi 89'), 94 Esposito (14 Bonny 78').
A disposizione: 40 Calligaris, 60 Taho, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 17 Diouf, 48 Mosconi, 51 Alexiou, 53 Lavelli.
Allenatore: Cristian Chivu.

FIORENTINA (3-5-1-1): 43 De Gea; 15 Comuzzo, 18 Marí, 26 Viti; 2 Dodô, 7 Sohm (44 Fagioli 63'), 8 Mandragora (9 Dzeko 76'), 27 Ndour, 21 Gosens (29 Fortini 78'); 10 Gudmunðsson (22 Fazzini 63'); 20 Kean.
A disposizione: 1 Lezzerini, 30 Martinelli, 5 Pongracic, 6 Ranieri, 14 Nicolussi Caviglia, 24 Richardson, 60 Kouadio, 65 Parisi, 91 Piccoli.
Allenatore: Stefano Pioli.

VERONA-INTER 1-2

Marcatori: 16' Zielinski (I), 40' Giovane (HV), 93' aut. Frese (HV)

Un lampo nel grigio di un pomeriggio di pioggia. Un abbraccio bagnato, fradicio di gioia e sollievo, che profuma di gruppo e di testardaggine, di voglia e passione. 93 minuti per avere la meglio del Verona al Bentegodi, con la vittoria che si materializza grazie a un autogol. Un attimo, e tutta la squadra diventa un groviglio, stretta tra le braccia di tutti i compagni, lo staff, tutti schizzati in campo dalla panchina. Soffrire e vincere, un po' l'essenza del calcio, anche quando magari non tutte le cose ti sono riuscite per bene. Quel gol di Zielinski, un capolavoro balistico, aveva messo in discesa un match che poi si è rivelato molto, molto ostico. Il Verona ha sfruttato la qualità dei suoi giocatori, ha pareggiato con Giovane, ha fatto tremare la porta nerazzurra con Orban, ha messo in difficoltà con le ripartenze. E poi, poi in fondo, quella palla di Barella, il salto di Frattesi, la deviazione di Frese che è una beffa per i padroni di casa e una gioia grande per tutto il popolo nerazzurro, accorso in massa e che torna da Verona con tre punti pesantissimi: l'Inter sale a quota 21 dopo 10 partite.

HELLAS VERONA (3-5-2): 1 Montipò; 37 Bella-Kotchap, 15 Nelsson, 3 Frese; 7 Belghali, 11 Akpa-Akpro (21 Harroui 88'), 63 Gagliardini, 24 Bernede (36 Niasse 73'), 12 Bradaric; 17 Giovane (9 Sarr 80'), 16 Orban (25 Mosquera 73').
A disposizione: 34 Perilli, 94 Toniolo, 6 Valentini, 19 Slotslager, 20 Kastanos, 22 Kurti, 23 Ebosse, 70 Cham, 72 Ajayi.
Allenatore: Paolo Zanetti.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 31 Bisseck, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (2 Dumfries 55'), 8 Sucic (16 Frattesi 88'), 20 Calhanoglu, 7 Zielinski (23 Barella 55'), 30 Carlos Augusto (32 Dimarco 65'); 14 Bonny (94 Esposito 55'), 10 Lautaro.
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 17 Diouf, 51 Alexiou, 53 Lavelli. Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-LAZIO 2-0

Marcatori: 3' Lautaro (I), 62' Bonny (I)

La notte che volevamo, per tanti motivi. Per la corsa in campionato che ora diventa sempre più appassionante, con l'Inter là in vetta assieme alla Roma. E poi, soprattutto, per lo straordinario popolo nerazzurro, oltre 70mila cuori che per tutto il match hanno accompagnato con una passione straordinaria la prestazione nerazzurra: il 2-0 sulla Lazio è maturato grazie al super gol in avvio di Lautaro e al sigillo nella ripresa di Bonny. Le punte che decidono il match, che piegano una Lazio che per lunghi tratti ha badato più che altro a difendersi. La notte non porta in dote solo i tre punti, ma anche l'ennesimo traguardo di Lautaro Martinez: il capitano, che ha aperto il match con un gol meraviglioso dopo meno di tre minuti, sale a quota 161 reti in nerazzurro, agganciando Sandro Mazzola al quarto posto della classifica dei marcatori di tutti i tempi dell'Inter. Un'ascesa bellissima e storica per l'argentino, che ora ha davanti soltanto Boninsegna (171), Altobelli (209) e Meazza (284).

«Ringrazio tutta la gente che in ogni partita ci dà il loro supporto, loro sono il dodicesimo uomo in campo. Tutti i gol li festeggio in modo speciale, fare gol è sempre più bello ma la cosa che conta sempre è vincere. Uscire dal campo con il tuo popolo che urla il tuo nome è bellissimo.».
Lautaro Martinez

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries (30 Carlos Augusto 56'), 23 Barella, 20 Calhanoglu (16 Frattesi 81'), 8 Sucic (7 Zielinski 56'), 32 Dimarco; 14 Bonny (94 Esposito 81'), 10 Lautaro (9 Thuram 70').
A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 17 Diouf, 31 Bisseck. Allenatore: Cristian Chivu.

LAZIO (4-3-3): 94 Provedel; 29 Lazzari (3 Pellegrini 68'), 34 Gila, 13 Romagnoli (25 Provstgaard 75'), 77 Marusic; 8 Guendouzi, 32 Cataldi (5 Vecino 65'), 26 Basic; 18 Isaksen (9 Pedro 65'), 19 Dia (14 Noslin 65'), 10 Zaccagni.
A disposizione: 35 Mandas, 55 Furlanetto, 4 Patric, 21 Belahyane, 23 Hysaj.
Allenatore: Maurizio Sarri

INTER-MILAN 0-1

Marcatori: 54' Pulisic (M)

Notte amara per l'Inter, battuta 1-0 nel derby. Una partita stregata, che ha visto ancora una volta i nerazzurri fare la partita, creare tantissime occasioni da gol e venire castigati in una delle pochissime occasioni create dai rossoneri. Due pali, di Acerbi e Lautaro, ma soprattutto le parate di Maignan: il portiere del Milan ha prima negato il gol a Thuram e poi a Lautaro, infine nella ripresa ha sbarrato la porta parando a Calhanoglu il rigore del possibile pareggio. Sul tabellino finisce solo Pulisic, autore al 54' del gol partita, nato da una ripartenza rossonera con tiro di Saelemaekers: il tuffo di Sommer, la respinta e il tap-in vincente mettono la firma sul derby. Per l'Inter una sconfitta complicata da digerire: 20 tiri a 7, 6 conclusioni nello specchio, due pali clamorosi, le parate di Maignan, il rigore di Calhanoglu parato dal portiere francese. Un elenco di occasioni non trasformate in gol per un niente, un dominio del campo netto, con il Milan che ha badato a controllare, compatto nel suo 3-5-2 bloccatissimo, con libertà di offendere lasciata a Pulisic e Leao. L'Inter è stata anche brava ad assorbire le ripartenze rossonere, ma ha peccato in precisione nelle rifiniture e nelle conclusioni. La sconfitta lascia i nerazzurri a quota 25 dopo 12 giornate.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi ( 17 Diouf 85'), 95 Bastoni; 30 Carlos Augusto, 23 Barella (94 Esposito 85'), 20 Calhanoglu (7 Zielinski 78'), 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro (14 Bonny 66').
A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 31 Bisseck, 43 Cocchi, 51 Alexiou.
Allenatore: Cristian Chivu.

MILAN (3-5-2): 16 Maignan; 23 Tomori, 46 Gabbia, 31 Pavlovic; 56 Saelemaekers, 19 Fofana (4 Ricci 78'), 14 Modric, 12 Rabiot, 33 Bartesaghi; 11 Pulisic (18 Nkunku 78'), 10 Leao (8 Loftus-Cheek 86').
A disposizione: 1 Terracciano, 37 Pittarella, 2 Estupinian, 5 De Winter, 27 Odogu, 30 Jashari. Allenatore: Massimiliano Allegri.

PISA-INTER 0-2

Marcatori: 69' e 83' Lautaro (I)

L'urlo del capitano. La corsa sotto ai tifosi nerazzurri, l'abbraccio di tutto il gruppo. Di forza e di classe, di volontà. Anche dentro una partita non drittissima, piena di complicazioni, calda e a momenti in bilico. Eccolo lì, Lautaro Martinez. Il suo mancino va sotto la traversa alla velocità della luce, un gol bellissimo, arrivato dopo un assist al bacio di Esposito, appena entrato. E poi il raddoppio, sul tiro-cross di Barella. Eccolo, lo 0-2: la firma è una sola e porta in dote tre punti pesantissimi, che fanno salire l'Inter a quota 27 dopo 13 partite.

«Sono molto felice perché abbiamo conquistato i tre punti, era quello che cercavamo dopo due sconfitte. Lavoro per la squadra, per l’Inter, per me stesso e per la mia famiglia. Lasciamo parlare chi è fuori. Il mio lavoro è solo e soltanto per portare gioia ai tifosi dell'Inter. Ho ancora tanti anni di contratto, sono contento qui, la gente mi vuole bene. La squadra viene sempre prima di tutto».
Lautaro Martinez

PISA (3-5-2): 22 Scuffet; 4 Caracciolo, 39 Albiol (99 Lorran 80'), 5 Canestrelli; 15 Touré, 36 Piccinini (10 Tramoni 71'), 20 Aebischer, 6 Marin, 3 Angori (7 Leris 71'); 9 Meister (32 Moreo 90'), 18 Nzola (16 Buffon 90').
A disposizione: 12 Nicolas, 34 Vukovic, 8 Højholt, 26 Coppola, 33 Calabresi, 42 Bettazzi, 72 Maucci, 94 Bonfanti.
Allenatore: Alberto Gilardino.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi (31 Bisseck 68'), 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (17 Diouf 68'), 23 Barella, 20 Calhanoglu, 8 Sucic (7 Zielinski 46'), 32 Dimarco; 9 Thuram (94 Esposito 68'), 10 Lautaro (30 Carlos Augusto 88').
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 16 Frattesi, 22 Mkhitaryan, 43 Cocchi, 49 Maye.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-COMO 4-0

Marcatori: 11' Lautaro (I), 59' Thuram (I), 80' Calhanoglu (I), 86' Carlos Augusto (I)


Un vero e proprio show, una prova corale, in campo e sugli spalti. Un sabato perfetto, giusto, interista al 100%. I decibel altissimi, le gambe che girano a mille, la squadra che aggredisce e fa spellare le mani, che battono forte nonostante il freddo che scende su San Siro. Bella Inter, bellissima. 4-0 al Como, vittoria senza storia. La miglior difesa del campionato (7 gol subiti in 13 partite) affondata dall'arrembaggio nerazzurro, iniziato dopo 14 secondi e placato solo col poker finale. Gol belli, gol voluti. Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Hakan Calhanoglu, Carlos Augusto. Sul tabellino ci sono loro, ma nel match anche le firme di Luis Henrique (assist per il capitano), Federico Dimarco (due assist perfetti). E ancora: Barella con energia e finezze, Bastoni tra difesa e giocate, e poi Zielinski, con ritmo e intelligenza. Tutti bene, tutti in palla, per travolgere un Como che ha punto in avvio di ripresa con pericolosità ma che non è riuscito, nonostante una grande voglia di controllare il gioco, ad arginare le folate della squadra di Chivu. Sono 30 i punti dopo 14 incontri.

«Giocare contro un avversario come il Como non è mai facile, oggi abbiamo fatto una prestazione di intelligenza e coraggio. La squadra ha saputo adattarsi, e il merito va dato ai ragazzi: sono stati bravi e si sono divertiti».
Cristian Chivu

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (30 Carlos Augusto 77'), 23 Barella (17 Diouf 85'), 20 Calhanoglu, 7 Zielinski (22 Mkhitaryan 71'), 32 Dimarco; 9 Thuram (94 Esposito 77'), 10 Lautaro (8 Sucic 85').
A disposizione: 13 Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 14 Bonny, 16 Frattesi, 31 Bisseck, 43 Cocchi, 49 Maye.
Allenatore: Cristian Chivu.

COMO (4-2-3-1): 1 Butez; 27 Posch (31 Vojvoda 46'), 14 Ramon, 34 Diego Carlos, 3 Valle; 23 Perrone (6 Caqueret 82'), 33 Da Cunha; 42 Addai (38 Diao 46'), 10 Paz, 17 Rodriguez (19 Kühn 82'); 7 Morata (11 Douvikas 32').
A disposizione: 22 Vigorito, 44 Cavlina, 2 Kempf, 18 Moreno, 20 Baturina, 28 Smolcic, 77 Van Der Brempt, 99 Cerri.
Allenatore: Cesc Fabregas.

GENOA-INTER 1-2

Marcatori: 6' Bisseck (I), 38' Lautaro (I), 69' Vitinha (G)

Due tiri mancini. Precisi e affilati, carichi di tante cose. La voglia di ripartire, la necessità di proseguire nel percorso in campionato, il gusto comunque di salire da soli in vetta alla classifica. Eccoli, i palloni scagliati da Bisseck e Lautaro disegnano la vittoria sul campo del Genoa. Perentoria, giusta, mai in discussione nonostante la rete dei padroni di casa a metà della ripresa. Questa Inter va: 2-1, Bisseck e Lautaro, appunto. Ma non sono solo i gol. Carattere e aggressività, tecnica e qualità. E la cattiveria giusta, mixata a un'attenzione che forse è calata solo per una frazione di secondo, quando Vitinha si è infilato in campo aperto, andando a riaprire il match. La vittoria del Ferraris proietta l'Inter in testa alla classifica con 33 punti in classifica dopo 15 giornate, nella settimana che di fatto fa da preludio alla Supercoppa Italiana.

GENOA (3-5-2): 1 Leali; 27 Marcandalli, 34 Otoa (70 Cornet 89'), 22 Vasquez; 15 Norton-Cuffy, 32 Frendrup (11 Grønbæk 78'), 17 Malinovskyi, 77 Ellertsson (23 Carboni 89'), 3 Martin; 9 Vitinha (21 Ekhator 78'), 29 Colombo (18 Ekuban 59').
A disposizione: 35 Lysionok, 39 Sommariva, 2 Thorsby, 8 Stanciu, 14 Onana, 20 Sabelli, 40 Fini, 73 Masini, 76 Venturino.
Allenatore: Daniele De Rossi.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 7 Zielinski (6 De Vrij 90'), 8 Sucic (22 Mkhitaryan 74'), 30 Carlos Augusto; 10 Lautaro (17 Diouf 84'), 94 Esposito (9 Thuram 74').
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 14 Bonny, 16 Frattesi, 32 Dimarco, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-LECCE 1-0

Marcatori: 78' Esposito (I)

Una scarica di energia. I muscoli tesi, la gioia irrefrenabile sugli spalti, un sospiro di liberazione dopo una lunga attesa. San Siro trema, dopo 78 minuti di domande, una su tutti: quando troveremo la giusta via per sfondare la porta del Lecce? Mister Chivu, con tutta la sua energia, ha indicato la via, dentro a una partita difficile, giocata meno bene del solito. Le tre punte tutte insieme: Thuram, Lautaro ed Esposito, appunto. Un segnale: all'arrembaggio, costi quello che costi. Anche rischio di concedere l'unica e pericolosissima palla gol al Lecce, con Sommer monumentale nella parata su Siebert, quando ancora si era sullo 0-0. E allora, avanti tutti, con Lautaro voglioso di incidere, il suo tiro respinto. Esposito ha messo tutta la sua voglia, dimostrata anche nei minuti precedenti con sponde, colpi di testa e generosità. Mancava il gol, quello che a San Siro in nerazzurro aveva trovato solo in Coppa Italia. Il suo sinistro sporco ha finalmente infranto il muro del Lecce, ha fatto impazzire San Siro e ha regalato tre punti pesantissimi, fondamentali. Il successo nel recupero della 16.a giornata spinge l'Inter a quota 46 dopo 20 partite, con 6 lunghezze di vantaggio su Napoli e Milan (che però ha un match da recuperare).

INTER-LECCE 1-0 | TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 17 Diouf (11 Luis Henrique 57'), 23 Barella (16 Frattesi 57'), 7 Zielinski, 22 Mkhitaryan (10 Lautaro 72'), 30 Carlos Augusto; 14 Bonny (94 Esposito 57'), 9 Thuram (8 Sucic 87').
A disposizione: 40 Calligraris, 60 Taho, 6 De Vrij, 31 Bisseck, 32 Dimarco, 36 Darmian, 43 Cocchi, 44 Berenbruch, 45 Bovo.
Allenatore: Cristian Chivu.

LECCE (4-2-3-1): 30 Falcone; 17 Veiga, 5 Siebert, 44 Tiago Gabriel, 25 Gallo; 29 Coulibaly, 93 Maleh (6 Sala 86'); 50 Pierotti (11 N'Dri 82'), 16 Gandelman (77 Kaba 69'), 23 Sottil (7 Tete Morente 69'); 9 Stulic.
A disposizione: 1 Fruchtl, 32 Samooja, 3 Ndaba, 13 Perez, 14 Helgason, 18 Jean, 21 Kouassi, 28 Gorter, 36 Marchwiński, 79 Ngom.
Allenatore: Eusebio Di Francesco.

ATALANTA-INTER 0-1

Marcatori: 65' Lautaro (I)

Anche quando il freddo è intenso, anche quando le feste chiamano, c'è un solo richiamo, inestinguibile e irresistibile: è quello dell'Inter, trascinata dal suo capitano. E allora i tifosi in massa da Milano, i cori che risuonano nell'impianto di Bergamo, quelli che più ci sono cari, quelli che sappiamo a memoria. E poi gli abbracci, la corsa mano nella mano, le urla di liberazione. C'è tanto, in questa vittoria sul campo dell'Atalanta. Testa, tecnica, caparbietà, anche sollievo per il gol trovato dopo un calcio bellissimo e tante occasioni finite in sospiri. L'1-0 matura al 65' e porta la firma di Lautaro, issando di nuovo l'Inter in vetta alla classifica. La squadra di Chivu chiude così il 2025, con un successo pesantissimo, figlio di un grande match: concentrazione a mille, pochissime concessioni ai padroni di casa, uno sforzo corale encomiabile fino al 95'. Tanti, tutti, hanno dato il proprio contributo: anche nel finale, che poteva trasformarsi in un assedio, ha visto l'Atalanta sfiorare il gol solo in una occasione - clamorosa con Samardzic, con un sospetto di fuorigioco, però. Di fatto la squadra di casa chiuderà con 0 tiri nello specchio, a testimonianza di una prova davvero granitica dell'Inter.

«Questa vittoria è un bel regalo di Natale per tutti gli interisti. Siamo una squadra che vuole ancora mandare segnali importanti, a noi stessi soprattutto».
Lautaro Martinez

ATALANTA (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 19 Djimsiti, 4 Hien, 23 Kolasinac (10 Samardzic 75'); 77 Zappacosta (6 Musah 46'), 15 De Roon, 13 Ederson, 59 Zalewski (47 Bernasconi 65'); 17 De Ketelaere, 8 Pasalic (7 Sulemana 58'); 9 Scamacca.
A disposizione: 31 Rossi, 57 Sportiello, 42 Scalvini, 43 Comi, 44 Brescianini, 69 Ahanor, 70 Maldini, 90 Krstovic.
Allenatore: Raffaele Palladino.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella (22 Mkhitaryan 76'), 20 Calhanoglu, 7 Zielinski (16 Frattesi 84'), 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 76'); 9 Thuram (94 Esposito 64'), 10 Lautaro (17 Diouf 84').
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 8 Sucic, 43 Cocchi, 47 Spinaccè, 50 Cinquegrano.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-BOLOGNA 3-1

Marcatori: 39' Zielinski (I), 49' Lautaro (I), 74' Thuram (I), 83' Castro (B)

Sfreccia l'Inter, all'alba del 2026. Un'alba di freddo intenso, di gente contenta, di occhi pieni di calcio, di abbracci di gruppo. Il 3-1 rifilato al Bologna è un risultato pesante e importante, sebbene bugiardo: le dimensioni del successo nerazzurro dovevano essere assolutamente più ampie. Una quantità di occasioni clamorose, tante volte spente dalle straordinarie parate di Ravaglia, protagonista assoluto della partita. Il portiere del Bologna ha vestito, ancora una volta contro l'Inter, i panni di Superman, negando gol già urlati. L'Inter ha sfondato comunque, con classe e caparbietà. Il sinistro di Zielinski, l'incornata di Lautaro, il tocco di spalla di Thuram: tre gol per tre punti sacrosanti, nemmeno sporcati dalla rete nel finale di Castro. È una notte di belle notizie: nerazzurri di nuovo in testa alla classifica (39 punti con 17 partite giocate), un calcio ancora una volta bello e redditizio, il debutto di Matteo Lavelli (classe 2006), entrato nel finale di gara. Tutto condito dall'abbraccio caldissimo del popolo nerazzurro.

«Non volevamo stravolgere, solo aggiungere alcune cose. La squadra è andata vicina a vincere l'anno scorso, ma purtroppo non ci è riuscita. Abbiamo toccato alcuni punti a livello umano, poi lavorando la squadra sta facendo un percorso importante. Siamo primi in classifica e vogliamo restare là, ma c'è da lavorare».
Aleksandar Kolarov

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 76'); 11 Luis Henrique, 23 Barella (22 Mkhitaryan 68'), 20 Calhanoglu (8 Sucic 68'), 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram (53 Lavelli 83'), 10 Lautaro (94 Esposito 76').
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano.
Allenatore: Cristian Chivu.

BOLOGNA (4-2-3-1): 13 Ravaglia; 2 Holm (20 Zortea 68'), 14 Heggem, 26 Lucumí (41 Vitik 46'), 22 Lykogiannis; 6 Moro (4 Pobega 46'), 19 Ferguson; 28 Cambiaghi ( 7 Orsolini 68'), 21 Odgaard (8 Freuler 79'), 11 Rowe; 9 Castro.
A disposizione: 25 Pessina, 82 Franceschelli, 16 Casale, 17 Immobile, 24 Dallinga, 29 De Silvestri, 30 Dominguez, 33 Miranda, 77 Sulemana, 80 Fabbian.
Allenatore: Vincenzo Italiano.

PARMA-INTER 0-2

Marcatori: 42' Dimarco (I), 98' Thuram (I)

Nella nebbia, brilla l'Inter. L'arancione acceso sulle maglie da trasferta illumina il Tardini di Parma: sono i gol di Federico Dimarco e di Marcus Thuram a regalare i tre punti in una notte gelida, di freddo che entra nelle ossa e di nebbia che staziona, per tutto il match, sul terreno di gioco. Ma l'Inter ha le idee chiare, chiarissime. Fin dall'inizio impone il suo gioco, crea tanto, tantissimo - chiuderà con 26 tiri -, colpisce due traverse (con Bisseck ed Esposito), non concede praticamente nulla (ad eccezione del tiro di Ondrejka alla mezz'ora del primo tempo che scheggia l'incrocio dei pali. E poi sfonda: lo fa al 42' del primo tempo con Dimarco, a segno di destro - come l'anno scorso, proprio contro il Parma - su assist di Esposito. Poi controlla il match, non soffre mai e nel finale segna il gol del 2-0 in contropiede: quello di Bonny viene annullato, quello di Thuram al 98' chiude il match. Sesta vittoria consecutiva per la squadra di Chivu in campionato e quota 42 dopo 18 partite giocate: i nerazzurri restano in vetta.

PARMA (4-3-2-1): 40 Corvi; 27 Britschgi, 15 Delprato, 39 Circati, 14 Valeri; 10 Bernabé (8 Estevez 75'), 16 Keita (25 Cremaschi 86'), 22 Sorensen; 17 Ondrejka (24 Ordoñez 62'), 21 Oristanio (11 Almqvist 62'); 9 Pellegrino (32 Cutrone 75').
A disposizione: 13 Guaita, 66 Rinaldi, 5 Valenti, 18 Lovik, 23 Hernani, 30 Djuric, 37 Troilo. Allenatore: Carlos Cuesta.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique (15 Acerbi 85'), 8 Sucic (23 Barella 69'), 20 Calhanoglu (7 Zielinski 69'), 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 94 Esposito (9 Thuram 79'), 10 Lautaro (14 Bonny 85').
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 41 Kamate, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano, 95 Bastoni.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-NAPOLI 2-2

Marcatori: 9' Dimarco (I), 26 McTominay (N), 73' Calhanoglu (I) su rig., 81' McTominay (N)

Il primo pareggio dell'anno, un modo di chiudere con un pizzico di amaro una serata bollente, che sembrava destinata a tingersi di nerazzurro. Una battaglia spietata, un tifo incandescente. Scontri e duelli, gol e rammarico. 2-2 con il Napoli a San Siro, con l'Inter avanti due volte, e per due volte ripresa dalle zampate di McTominay. Lo scozzese si carica sulle spalle la squadra ospite e ribatte colpo su colpo all'Inter, andata in vantaggio al 9' con Dimarco e di nuovo, nella ripresa al 73' con Calhanoglu dal dischetto. Il pari al minuto 81, e poi ancora l'occasione per i tre punti, con un destro di Mkhitaryan in pieno recupero che si infrange sul palo. Un epilogo sfortunato in un match che l'Inter ha dominato nel primo tempo, mentre la ripresa è stata meno spettacolare, con più difficoltà per la squadra nerazzurra. Il pari lascia l'Inter al comando solitario in Serie A dopo 19 partite giocate: quota 43, con tre lunghezze sul Milan e 4 su Napoli e Roma. Vietato fermarsi.

«Si sono affrontate due squadre forti che hanno fatto di tutto per vincere. C'è rammarico per essere andati due volte in vantaggio e non aver mantenuto la lucidità di portarla a casa, ma c'è pure il merito degli avversari anche che ci hanno creduto».
Cristian Chivu

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu (8 Sucic 88'), 7 Zielinski (22 Mkhitaryan 62'), 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 88'); 9 Thuram (94 Esposito 83'), 10 Lautaro (14 Bonny 88').
A disposizione: 40 Calligaris, 60 Taho, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 43 Cocchi. Allenatore: Cristian Chivu.

NAPOLI (3-4-3): 32 Milinkovic-Savic; 31 Beukema (70 Lang 78'), 13 Rrahmani, 5 Juan Jesus; 22 Di Lorenzo, 68 Lobotka, 8 McTominay, 37 Spinazzola; 21 Politano (30 Mazzocchi 94'), 19 Hojlund, 20 Elmas.
A disposizione: 1 Meret, 14 Contini, 3 Gutierrez, 4 Buongiorno, 17 Olivera, 26 Vergara, 27 Lucca, 35 Marianucci, 69 Ambrosino.
Allenatore: Antonio Conte.

UDINESE-INTER 0-1

Marcatori: 20' Lautaro (I)

Uno squarcio di luce sul campo di Udine. Quel Sole che illumina e indica la via, nel primo tempo, verso la porta di Okoye. Un segnale da cogliere, prima che scenda la sera. L'ispirazione è irresistibile, come lo è l'Inter. E proprio in quei trenta minuti di luce bella e indirizzata verso la porta dei padroni di casa che i nerazzurri decidono di vincere la partita. I tre punti hanno la firma di Lautaro Martinez, in quella premiata coppia d'attacco con Pio Esposito, che ancora una volta confeziona l'assist pesante per il gol. Un gol, basta quello, come era stato a Bergamo e come era stato pochi giorni fa contro il Lecce. Un ottimo avvio, una bellissima rete, le occasioni per raddoppiare, una difesa attentissima, spietata, che ha concesso solo 1 tiro nello specchio all'Udinese (bella parata di Sommer). Pochi rischi, tanta determinazione, per salire a quota 49, dopo 21 partite.

UDINESE (3-5-1-1): 40 Okoye; 31 Kristensen, 27 Kabasele (13 Bertola 75'), 28 Solet; 59 Zanoli (19 Ehizibue 75'), 24 Piotrowski (38 Miller 45'), 8 Karlstrom, 32 Ekkelenkamp (15 Bayo 84'), 11 Kamara; 14 Atta (7 Gueye 75'); 9 Davis.
A disposizione: 1 Nunziante, 90 Sava, 93 Padelli, 2 Goglichidze, 4 Lovric, 6 Zarraga, 29 Camara, 33 Zemura, 77 Rui Modesto.
Allenatore: Kosta Runjaić.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto (15 Acerbi 77'); 11 Luis Henrique, 23 Barella, 7 Zielinski (8 Sucic 88'), 22 Mkhitaryan (16 Frattesi 77'), 32 Dimarco; 10 Lautaro (6 De Vrij 88'), 94 Esposito (14 Bonny 68').
A disposizione: 40 Calligaris, 60 Taho, 9 Thuram, 17 Diouf, 36 Darmian, 43 Cocchi, 45 Bovo, 95 Bastoni.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-PISA 6-2

Marcatori: 11' e 23' Moreo (P), 39' Zielinski (I) su rig., 41' Lautaro (I), 45'+2' Esposito (I), 82' Dimarco (I), 86' Bonny (I), 90'+3' Mkhitaryan (I)

Otto minuti per rovesciare una partita che era nata storta. Otto minuti per dare una prova di forza e determinazione senza eguali. Nella notte in cui l'Inter e i tifosi salutano San Siro per qualche settimana, per lasciare spazio ai Giochi Olimpici, la squadra di Chivu disfa e poi fa, tantissimo. Va sotto 0-2, quasi senza che il Pisa se ne accorga: al 23' il tabellone di San Siro è impietoso. Una doppietta di Moreo, su un errato disimpegno di Sommer e poi su un colpo di testa da corner. Come nella passata stagione con il Monza, l'Inter abbassa la testa e va a tutta. La mossa che cambia il match è del mister: dopo la mezz'ora inserisce Dimarco, che inizia a martellare sulla sinistra. Arriva l'1-2 con Zielinski: il polacco si procura un rigore che poi trasforma. E' il colpo che scatena definitivamente la squadra. Lautaro travolge tutto e tutti e fa 2-2 di testa su cross di Dimarco. Poi arriva Esposito: in pieno recupero Pio di testa si inventa un super gol su cross di Bastoni. Il secondo tempo è una lunga attesa verso il gol che chiude il match. L'Inter ne trova tre, tutti dopo l'82'. Segnano Dimarco (eurogol al volo di sinistro), poi Bonny e Mkhitaryan. E così l'Inter vince ancora, sale a quota 52 e si setta sulla prossima sfida, mercoledì sul campo del Dortmund.

INTER-PISA 6-2 | TABELLINO

«Per un ragazzo che fino all'anno scorso giocava in B e che ha fatto tutto il settore giovanile con l'Inter è il minimo dare il massimo per questa maglia. Non è stato semplice ribaltare la partita, ma in una stagione così lunga non sempre vai in vantaggio. Di sicuro se quando vai sotto riesci a reagire in questa maniera, beh... è tanta roba! I cori per me? Li ho sentiti, sono molto onorato, è stato molto emozionante. Sono contento di aver segnato e mostrato ancora i muscoli».
Pio Esposito

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (32 Dimarco 34'), 8 Sucic (23 Barella 61'), 7 Zielinski, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto (25 Akanji 80'); 10 Lautaro (14 Bonny 80'), 94 Esposito (9 Thuram 61').
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 36 Darmian, 43 Cocchi, 45 Bovo.
Allenatore: Cristian Chivu.

PISA (3-4-2-1): 22 Scuffet; 33 Calabresi, 5 Canestrelli, 26 Coppola; 15 Touré, 6 Marin (14 Akinsanmiro 46'), 20 Aebischer (99 Lorran 70'), 3 Angori (7 Leris 70'); 10 Tramoni (36 Piccinini 46'), 32 Moreo; 9 Meister (17 Durosinmi 40').
A disposizione: 12 Nicolas, 34 Guizzo, 2 Bozhinov, 4 Caracciolo, 8 Hojholt, 16 Buffon, 19 Esteves, 35 Loyola.
Allenatore: Alberto Gilardino.

CREMONESE-INTER 0-2

Marcatori: 16' Lautaro (I), 31' Zielinski (I)

Un altro ostacolo superato, un'altra avversaria battuta. Due gol nel primo tempo, poi tanta consapevolezza e la gestione del match, dei ritmi. Non tutte le partite sono uguali: quella di Cremona è una prova che l'Inter indirizza nel primo tempo e poi gestisce. Il gol che apre il match, quello di Lautaro Martinez, è un appuntamento segnato sull'agenda: una missione di papà Lautaro, che segna e dedica la rete alla figlia. Un gol valido anche per le statistiche: 128 in Serie A con l'Inter (come Altobelli), sempre più capocannoniere, a un passo ora dal terzo posto assoluto di Boninsegna. Poi il raddoppio di Zielinski, una perla da fuori area per dare sicurezza. Così l'Inter, in vantaggio di due gol, ha abbassato i ritmi, ha cercato di concedere il meno possibile. Sommer ha sbrogliato qualche situazione complicata, il palo di Zerbin nel finale non ha complicato la coda del match. E allora sono 55 punti, dopo 23 giornate.

CREMONESE (3-5-2): 1 Audero; 23 Ceccherini (30 Faye 67'), 6 Baschirotto, 55 Folino; 24 Terracciano, 7 Zerbin, 33 Grassi (22 Floriani 75'), 29 Maleh (11 Johnsen 95'), 3 Pezzella; 90 Bonazzoli (9 Djuric 67'), 10 Vardy.
A disposizione
: 16 Silvestri, 69 Nava, 15 Bianchetti.
Allenatore
: Davide Nicola.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (36 Darmian 60'), 16 Frattesi (22 Mkhitaryan 60'), 7 Zielinski, 8 Sucic (17 Diouf 82'), 32 Dimarco; 94 Esposito (9 Thuram 60'), 10 Lautaro (14 Bonny 74').
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 41 Kamate, 43 Cocchi, 45 Bovo.
Allenatore
: Cristian Chivu.

SASSUOLO-INTER 0-5

Marcatori: 11' Bisseck (I), 28' Thuram (I), 50' Lautaro (I), 53' Akanji (I), 89' Luis Enrique (I)

C’è un’Inter che, a volte, sembra danzare più che giocare. Una squadra che non solo vince, ma che trasforma ogni passaggio, ogni movimento, come parte di un disegno più grande. Quella del Mapei Stadium è stata una di quelle serate: cinque gol, controllo totale, brillantezza tecnica e record emozionanti. E al centro di tutto c’è Lautaro Martínez. Non un gol qualsiasi, ma il numero 171 in maglia nerazzurra, quello che lo fa entrare nel terzo gradino dei marcatori di sempre dell’Inter, insieme a Boninsegna. Lo vede arrivare, il pallone, lo governa, lo incrocia di sinistro e in quel gesto c’è il peso della storia e la leggerezza di un artista che sa fare il proprio mestiere. Ma non c’è solo Lautaro: ci sono Akanji e Luis Henrique, che firmano il loro primo gol in nerazzurro, e soprattutto Federico Dimarco, uomo-orchestra della fascia sinistra, autore di tre assist. Dal 2004/05, nessun esterno difensivo aveva mai distribuito tre assist in una trasferta di Serie A. Stasera, Dimarco è stato questo e anche di più: cuore, geometria, spettacolo. Una vittoria voluta e conquistata che vale altri tre punti: i nerazzurri continuano a guidare la classifica di Serie A, da soli con 58 punti.

«La squadra è cresciuta molto nel capire i momenti, e nel trovare diversi modi di essere dominanti e determinanti: a volte bisogna saper soffrire, altre si può prendere qualche rischio in più. I ragazzi sono consapevoli del lavoro fatto fino ad ora e di quello che hanno guadagnato, nessuno ci ha regalato niente».
Cristian Chivu

SASSUOLO (4-3-3): 49 Murić; 6 Walukiewicz, 21 Idzes, 80 Muharemović, 3 Doig (70' 23 Garcia); 42 Thorstvedt, 18 Matić, 90 Koné; 10 Berardi (59' 35 Lipani), 99 Pinamonti (70' 8 Nzola), 45 Laurienté (59' 25 Coulibaly).
A disposizione
: 12 Satalino, 16 Zacchi, 7 Volpato, 11 Boloca, 19 Romagna, 20 Fadera, 24 Moro, 40 Vranckx, 44 Iannoni, 50 Bakola, 66 Pedro Felipe.
Allenatore
: Fabio Grosso
INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni (63' 36 Darmian); 11 Luis Henrique, 8 Sučić, 7 Zielinski (63' 16 Frattesi), 22 Mkhitaryan (70' 17 Diouf), 32 Dimarco; 10 Lautaro (76' 94 Esposito), 9 Thuram (76' 14 Bonny).
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto, 41 Kamate, 43 Cocchi.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-JUVENTUS 3-2

Marcatori: 17' aut. Cambiaso (J), 26' Cambiaso (J), 76' Esposito (I), 83' Locatelli (J), 90' Zielinski (I)

Sfiniti di gioia, increduli per l'andamento del match, impazziti al gol di Zielinski, senza voce in fondo a un altro Inter-Juventus da annali. Senza schemi, come l'anno passato. Questa volta, però, vince l'Inter. Lo fa con cuore e un pizzico di follia, sempre in bilico tra il dominio del match e una squadra ospite capace di tornare in partita nonostante gli svantaggi, nonostante l'inferiorità numerica. È successo di tutto, difficile mettere tutto in fila: autogol, gol, doppi pali, miracoli incredibili, occasioni svanite, momenti di abbattimento e altri di delirio totale. Come al gol di Piotr Zielinski: un sinistro rasoterra a fulminare Di Gregorio, che fino al 90' aveva negato più volte il gol ai nerazzurri. Un momento di estasi collettiva: il mister in ginocchio sul prato di San Siro, la squadra ad abbracciare il polacco, San Siro impazzito. Tre punti pesantissimi, in un match che era appunto iniziato con l'autogol di Cambiaso e che è proseguito con l'1-1 dello stesso terzino, poi con il rosso a Kalulu, prima di una ripresa tutta all'assalto. Il gol di Esposito, il pari di Locatelli, prima del sigillo tanto atteso.

«Per ora è un gol molto importante, il più importante, lo dedico a mia moglie che mi aveva chiesto di segnare. Tutta la squadra ci ha creduto nel finale, godiamoci questa vittoria perché è tanta roba…».
Piotr Zielinksi

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 46'); 11 Luis Henrique (94 Esposito 66'), 23 Barella (20 Çalhanoglu 54'), 7 Zielinski, 8 Sucic (17 Diouf 66'), 32 Dimarco; 9 Thuram (14 Bonny 86'), 10 Lautaro.
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 22 Mkhitaryan, 36 Darmian, 43 Cocchi.
Allenatore
: Cristian Chivu.

JUVENTUS (4-3-3): 16 Di Gregorio; 15 Kalulu, 3 Bremer, 6 Kelly, 27 Cambiaso (20 Openda 78'); 22 McKennie, 5 Locatelli, 21 Miretti (8 Koopmeiners 61'); 7 Conceiçao (2 Holm 46'), 30 David (32 Cabal 61'), 10 Yildiz (13 Boga 75').
A disposizione: 1 Perin, 23 Pinsoglio, 4 Gatti, 11 Zhegrova, 17 Adzic, 18 Kostic.
Allenatore: Luciano Spalletti.

LECCE-INTER 0-2

Marcatori: 75' Mkhitaryan (I), 82' Akanji (I)

Sudata, ma non poteva essere diversamente. Meritata, senza dubbio. Matura nel finale, quando sembrava che il muro sulla porta del Lecce potesse essere invalicabile. Segnano due subentrati: Henrikh Mkhitaryan e Manuel Akanji, sugli sviluppi di due calci d'angolo battuti da Federico Dimarco, sempre lui. Prima: una sequenza di occasioni, tiri, parate di Falcone, una rete annullata proprio a Dimarco (fuorigioco millimetrico di Thuram). Dall'altra parte: nessun rischio corso, una solidità e una padronanza della partita totali. 64 punti dopo 26 partite: questo quello che conta, nel cammino in campionato che ora conta 9 vittorie consecutive in trasferta. Quello che serviva per continuare a correre.

LECCE (4-2-3-1): 30 Falcone; 17 Danilo Veiga, 4 Gaspar (5 Siebert 4'), 44 Tiago Gabriel, 25 Gallo; 29 Coulibaly (9 Stulic 83'), 20 Ramadani; 50 Pierotti (11 N'Dri 83'), 16 Gandelman (79 Ngom 60'), 23 Sottil (19 Banda 60'); 99 Cheddira.
A disposizione
: 1 Fruchtl, 32 Samooja, 3 Ndaba, 6 Sala, 8 Fofana, 13 Perez, 14 Helgason, 18 Jean, 36 Marchwinski.
Allenatore
: Eusebio Di Francesco.
INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 6 De Vrij (25 Akanji 60'), 95 Bastoni (30 Carlos Augusto, 88'); 11 Luis Henrique (17 Diouf 69'), 16 Frattesi, 7 Zielinski, 8 Sucic (22 Mkhitaryan 60'), 32 Dimarco; 9 Thuram (14 Bonny 69'), 94 Esposito.
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J.Martinez, 15 Acerbi, 36 Darmian, 43 Cocchi, 57 Kaczmarski, 58 Topalovic.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-GENOA 2-0

Marcatori: 31' Dimarco (I). 70' su rig. Calhanoglu (I)

Indica la testa, Federico Dimarco. Lo fa mentre guarda i tifosi dell'Inter che lo applaudono, dopo l'ennesima prodezza di questa stagione. Quel sinistro che stappa Inter-Genoa è una perla in una partita scorbutica, come da previsioni. Una magia, ispirata dall'assist di Mkhitaryan e rifinita appunto dal numero 32: un angolo impossibile, una coordinazione perfetta, un gol da impazzire. E poi Hakan Calhanoglu: di nuovo in campo, di nuovo letale. Il suo rigore al 70' della ripresa ha chiuso ogni velleità del Genoa, ha fatto tornare a cantare San Siro per l'idolo neroblu. 2-0, tre punti pesantissimi, l'ottava vittoria consecutiva in campionato. Importante ripartire, dopo lo stop europeo. L'Inter lo ha fatto con testa, sfruttando i momenti giusti, gestendo il gioco e concedendo il minimo al Genoa, comunque pericoloso in un paio di occasioni. Nel conto delle occasioni ci sono comunque quasi solo giocate nerazzurre: la traversa di Mkhitaryan, il palo di Luis Henrique, il miracolo di Bijlow sul colpo di testa di Bonny.

«Non è mai semplice ripartire dopo una sconfitta ma questa squadra ogni volta è stata unita ed è ripartita più forte di prima. Personalmente è una bella stagione, ma se i gol e gli assist non portano titoli, non conta nulla: preferirei fare meno ma vincere il campionato, ad ogni modo l'importante è andare avanti così».
Federico Dimarco

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 6 De Vrij (31 Bisseck 67'), 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 7 Zielinski (16 Frattesi 77'), 22 Mkhitaryan (20 Calhanoglu 59'), 32 Dimarco; 9 Thuram (94 Esposito 59'), 14 Bonny (17 Diouf 77')
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 2 Dumfries, 8 Sucic, 15 Acerbi, 36 Darmian, 53 Lavelli.
Allenatore
: Cristian Chivu.

GENOA (3-4-1-2): 16 Bijlow; 27 Marcandalli, 5 Østigård, 22 Vasquez; 77 Ellertsson, 32 Frendrup, 17 Malinovskyi (4 Amorim 46'), 3 Martín (20 Sabelli 85'); 8 Baldanzi (10 Messias 66'); 9 Vitinha (18 Ekuban 60'), 29 Colombo (21 Ekhator 66').
A disposizione: 1 Leali, 31 Siegrist, 39 Sommariva, 13 Zätterström, 14 Onana, 70 Cornet, 73 Masini, 74 Doucoure.
Allenatore: Daniele De Rossi.

MILAN-INTER 1-0

Marcatori: 35' Estupiñán (M).

Sono i minuti di recupero a dare la misura del derby: Inter in massa nell'area avversaria, palloni a ripetizione verso la porta di Maignan. Uno, finalmente, entra, quando l'arbitro, però, aveva fermato il gioco. Incredibile, difficile trovare altre parole per descrivere la sconfitta per 1-0, che interrompe la striscia positiva in campionato, con i rossoneri che si portano a -7 in classifica dopo 28 giornate. Anche un ultimo sussulto, al 95', non si colora di nerazzurro, nella confusione più totale. Una mole incredibile di gioco, due occasioni clamorose fallite, una delle quali pochi secondi prima del gol partita di Estupiñán. Il cuore oltre l'ostacolo, come sempre, di fronte a un avversario che ha badato come sempre a stare ordinato, senza fiammate, senza pressione in avanti. Questo il rammarico: l'aver costruito tanto, aver lavorato tanti palloni, senza aver trovato il guizzo, con il peccato di due grandissime chance non sfruttate.

MILAN (3-5-2): 16 Maignan; 23 Tomori, 5 De Winter, 31 Pavlovic; 56 Saelemaekers, 19 Fofana (4 Ricci 73'), 14 Modric, 12 Rabiot, 2 Estupiñán; 11 Pulisic (18 Nkunku 84'), 10 Leão (9 Füllkrug 73').
A disposizione
: 1 Terracciano, 96 Torriani, 24 Athekame, 27 Odogu, 30 Jashari, 33 Bartesaghi. Allenatore: Massimiliano Allegri.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck (17 Diouf 80'), 25 Akanji, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 68'); 11 Luis Henrique (2 Dumfries 59'), 23 Barella (16 Frattesi 68'), 7 Zielinski, 22 Mkhitaryan (8 Sucic 59'), 32 Dimarco; 94 Esposito, 14 Bonny.
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 15 Acerbi, 20 Calhanoglu, 36 Darmian, 53 Lavelli.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-ATALANTA 1-1

Marcatori: 26' Esposito (I), 82' Krstovic (A)

Un pomeriggio di pioggia e di rabbia, un pomeriggio che scivola nel finale in episodi che vanno tutti contro l'Inter. Così il gol di Esposito viene cancellato dal pareggio di Krstovic, arrivato all'82' tra le proteste della panchina nerazzurra. Poi un altro episodio, con Frattesi colpito in area di rigore. Niente, non c'è gioia per l'Inter, fermata sull'1-1 dall'Atalanta a San Siro.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji (6 De Vrij 80'), 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella (16 Frattesi 76'), 7 Zielinski, 8 Sucic (22 Mkhitaryan 46'), 32 Dimarco (11 Luis Henrique 65'); 94 Esposito (14 Bonny 65'), 9 Thuram.
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 15 Acerbi, 17 Diouf, 36 Darmian, 53 Lavelli, 57 Kaczmarski, 95 Bastoni.
Allenatore: Cristian Chivu.

ATALANTA (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac (4 Hien 65'); 77 Zappacosta, 15 De Roon (16 De Ketelaere 76'), 8 Pasalic, 47 Bernasconi; 10 Samardzic (13 Ederson 52'), 59 Zalewski (7 Sulemana 65'); 9 Scamacca (90 Krstović 52').
A disposizione: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 5 Bakker, 6 Musah, 16 Bellanova, 17 De Ketelaere, 69 Ahanor.
Allenatore: Raffaele Palladino.

FIORENTINA-INTER 1-1

Marcatori: 1' Esposito (I), 77' Ndour (F)

Un altro pari, un altro 1-1, un altro risultato amaro che arriva dopo un vantaggio iniziale. Era iniziata a mille la partita dell'Inter, ed è finita quasi allo stesso modo: con la furia di Esposito nell'attaccare la palla, nell'assaltare la porta avversaria. Testa e coda di un match che non ha l'esito sperato. Dopo 40 secondi il gol: cross di Barella e stacco perfetto di Pio, per l'1-0. Al 95', sull'1-1 - dopo il pari di Ndour - la girata sempre di Esposito, un gesto magnifico vanificato dalla super parata di De Gea. 1-1, dunque, nella 30.a giornata, con l'Inter che arriva alla sosta con 69 punti, con Milan a 63 e Napoli a 62.

FIORENTINA (4-1-4-1): 43 De Gea; 2 Dodô, 5 Pongračić, 6 Ranieri, 21 Gosens; 44 Fagioli (15 Comuzzo 91'); 65 Parisi (17 Harrison 69'), 4 Brescianini, 27 Ndour 10 Gudmundsson (80 Fabbian 91'); 20 Kean (91 Piccoli 86').
A disposizione
: 50 Leonardelli, 53 Christensen, 3 Rugani, 22 Fazzini, 60 Kouadio, 62 Balbo. Allenatore: Paolo Vanoli.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto (15 Acerbi 46'); 2 Dumfries (11 Luis Henrique 86'), 23 Barella (8 Sucic 83'), 20 Calhanoglu (16 Frattesi 69'), 7 Zielinski, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram (14 Bonny 69').
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 17 Diouf, 36 Darmian, 47 Spinaccé, 49 Maye.
Allenatore: Aleksandar Kolarov.

INTER-ROMA 5-2

Marcatori: 1' Lautaro (I), 40' Mancini (R), 45'+2 Calhanoglu (I), 52' Lautaro (I), 55' Thuram (I), 63' Barella (I), 70' Pellegrini (R)

Un minuto. Un minuto per riprendersi l'Inter, per rimettersi a guida di un popolo. 60 secondi esatti, il tempo di tagliare forte in area, raccogliere l'assist di Thuram, fare esplodere San Siro. Lautaro Martinez è il condottiero di una squadra mai doma, è il capitano di un'Inter che travolge la Roma e prova ad allungare. Cinque gol, una sinfonia pasquale, con protagonisti tanti, tutti. Thuram imprendibile: due assist e un gol. Calhanoglu autore di uno dei gol più belli e forse pesanti della stagione, un destro da 30 metri in pieno recupero nel primo tempo, per riportare l'Inter avanti dopo il gol di Mancini. E poi Nicolò Barella, autore del quinto gol, di sinistro, di voglia, caparbietà. Passione pura. Eccolo, il 5-2 nella domenica di Pasqua alla Roma di Gasperini: un successo importante e pesante, tre punti in una notte che i 75mila di San Siro non dimenticheranno. Per l'impegno e la qualità messa in campo dai ragazzi di Chivu, per l'elettricità trasmessa dal ritorno di capitan Lautaro, per la meraviglia balistica di Calhanoglu, per le sgasate dell'imprendibile Thuram, per le chiusure di Acerbi, per tutto e tutti, fino in fondo.

«Era uno scontro diretto e una partita molto importante per il campionato e per il segnale da dare a noi stessi. Ognuno di noi dà il massimo e un calo possono averlo tutti, sono tanti anni che portiamo l'Inter in alto e non possiamo permetterci di fermarci: si accettano le critiche, ma si può avere un calo. Noi ci alleniamo per superarci sempre e dare il meglio di noi, sono felice di avere questi compagni».
Lautaro Martinez

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni (36 Darmian 58'); 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu (8 Sucic 67'), 7 Zielinski (22 Mkhitaryan 76'), 32 Dimarco; 9 Thuram (94 Esposito 67'), 10 Lautaro (14 Bonny 58').
A disposizione
: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 17 Diouf, 43 Cocchi.
Allenatore: Cristian Chivu.

ROMA (3-4-2-1): 99 Svilar; 23 Mancini (87 Ghilardi 46'), 5 Ndicka, 22 Hermoso (24 Ziółkowski 81'); 2 Rensch (12 Tsimikas 58'), 4 Cristante, 61 Pisilli, 19 Celik; 18 Soulé (92 El Shaarawy 64'), 7 Pellegrini; 14 Malen.
A disposizione: 70 De Marzi, 95 Gollini, 3 Angeliño, 8 El Aynaoui, 20 Venturino, 78 Vaz, 97 Zaragoza.
Allenatore: Gian Piero Gasperini.

COMO-INTER 3-4

Marcatori: 36' Valle (C), 45' Paz (C), 45'+1' Thuram (I), 49' Thuram (I), 58' e 72' Dumfries (I), 89' Da Cunha (C) su rig.

La notte dell'Inter. Quella di una rimonta da impazzire, quella di quattro gol che sono macigni. Quella della lotta, della testa, della freddezza. Spietati, come necessario, davanti a un avversario che voleva scappare, ma che è stato ripreso e staccato. Il Lago di Como, scuro come la notte, viene attraversato dalle onde nerazzurre: arrivano di rincorsa, sommergendo la squadra di casa che aveva provato a prendere il largo. Non c'è argine che contenga l'esuberanza di Marcus Thuram e Denzel Dumfries, gli eroi di una notte sudata e dolce, meravigliosa come il gruppo che si stacca in vetta alla classifica quando mancano sei giornate al termine del campionato. Nemmeno il discutibile rigore nel finale, che ha riportato in partita il Como, ha potuto scalfire l'ineluttabilità della vittoria interista. Gli abbracci al fischio finale, la gioia condivisa, le urla sul terreno di gioco: segnali importanti.

«Sono sempre qua, sempre sorridente, sempre felice di aiutare l'Inter cercando di dare il massimo. Oggi abbiamo trovato una vittoria fondamentale contro la squadra che gioca meglio in Serie A. L'esultanza? C'era una persona speciale tra il pubblico che esultava così, l'ho fatta per lui».
Marcus Thuram

COMO (4-2-3-1): 1 Butez; 77 Van der Brempt (28 Smolčić 67'), 34 Diego Carlos (14 Ramon 46'), 2 Kempf, 3 Valle (18 Moreno 79'); 8 Sergi Roberto (33 Da Cunha 46'), 23 Perrone; 38 Diao (7 Morata 79'), 10 Nico Paz, 20 Baturina; 11 Douvikas.
A disposizione
: 21 Törnqvist, 22 Vigorito, 44 Čavlina, 5 Goldaniga, 6 Caqueret, 17 Rodriguez, 19 Kühn, 31 Vojvoda, 56 De Paoli.
Allenatore: Cesc Fabregas.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 46'); 2 Dumfries, 23 Barella (22 Mkhitaryan 77'), 20 Calhanoglu, 7 Zielinski (8 Sucic 56'), 32 Dimarco (11 Luis Henrique 56'); 94 Esposito (14 Bonny 56'), 9 Thuram.
A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 16 Frattesi, 17 Diouf, 36 Darmian, 48 Mosconi.
Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-CAGLIARI 3-0

Marcatori: 52' Thuram (I), 56' Barella (I), 90'+2' Zielinski (I)

Fa caldo a San Siro. La temperatura è altissima. Aprile, ma sembra agosto. Temperatura alta, ma quello che succede al Meazza incendia ancora di più l'atmosfera. Una notte da ricordare, un altro passo verso il traguardo. Quanto canta, il Meazza? Quanti decibel vengono raggiunti, dal primo all'ultimo minuto e anche oltre, quando tutti abbracciano la squadra in un momento che è di tutto il popolo nerazzurro. Sì, manca sempre meno. Il 3-0 sul Cagliari è un altro tassello. Non scontato, anzi. Lo 0-0 del primo tempo, il match bloccato, le difficoltà nello sfondare di fronte a una squadra compatta e ultra attenta. Poi l'Inter ha fatto l'Inter. In meno di quattro minuti – 3’ e 25”, per l'esattezza - ha sfondato il muro sardo. Due gol, prima Thuram e poi Barella. Il 2-0 del centrocampista, poi portato in trionfo in spalla proprio dal centravanti francese, ha di fatto segnato il match in maniera definitiva. Forza di volontà e giocate di classe, come quella che ha salutato lo stadio nel recupero: lo straordinario gol di Zielinski per il 3-0. Mancano cinque partite alla fine del campionato e l'Inter sale a quota 78, in attesa che scendano in campo le altre avversarie.

INTER (3-5-2): 13 Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella (17 Diouf 89'), 20 Calhanoglu (16 Frattesi 85'), 22 Mkhitaryan (7 Zielinski 76'), 32 Dimarco (11 Luis Henrique 76'); 94 Esposito, 9 Thuram (14 Bonny 76').
A disposizione
: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 15 Acerbi, 36 Darmian, 48 Mosconi, 51 Alexiou. Allenatore: Cristian Chivu.

CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro (19 Belotti 88'), 26 Mina, 33 Obert (28 Zappa 76'); 2 Palestra, 8 Adopo, 10 Gaetano (14 Deiola 57'), 25 Sulemana (90 Folorunsho 76'), 15 Rodriguez; 29 Borrelli (31 Mendy 57'), 94 S. Esposito.
A disposizione: 12 Sherri, 24 Ciocci, 9 Kiliçsoy, 18 Raterink, 20 Albarracin, 22 Dossena, 27 Liteta, 37 Trepy.
Allenatore: Fabio Pisacane.

TORINO-INTER 2-2

Marcatori: 23' Thuram (I), 61' Bisseck (I), 70' Simeone (T), 79' su rig. Vlasic (T)

Un piccolo passo, con la meta sempre più vicina. Da Torino l'Inter torna con un pareggio, dopo un doppio vantaggio, ma l'obiettivo è chiaro. Quattro partite da giocare, tre punti prima di rendere incolmabile il vantaggio sulle inseguitrici. Sì, un filo di rammarico c'è, per una partita, quella contro i granata, che sembrava chiusa. Dimarco a creare, come sempre, con quel sinistro benedetto (record assoluto di assist in una stagione in Serie A, quota 18) per i colpi di testa vincenti di Thuram e Bisseck. Il minuto del raddoppio del tedesco è il 61, poi il Torino si scatena, testa bassa prima segna con Simeone al 70' e poi trova un calcio di rigore - assegnato dopo un lunghissimo check al video - segnato da Vlasic al 79'. Un 2-2 che non ha affievolito nemmeno per un secondo il tifo incredibile delle migliaia di nerazzurri che hanno riempito lo stadio Olimpico di Torino, una estensione di San Siro. Per tutto il match, cori, amore e rumore assordante, per una squadra che si merita l'affetto del suo popolo.

«Vanno dati meriti ai ragazzi per una stagione di questo livello. Siamo vicini a coronare il nostro sogno."
Cristian Chivu

TORINO (3-4-1-2): 1 Paleari; 23 Coco (35 Marianucci 53'), 44 Ismajli, 77 Ebosse; 20 Lazaro (92 Njie 53'), 6 Ilkhan, 66 Gineitis (22 Casadei 67'), 33 Obrador; 10 Vlasic; 18 Simeone (61 Tameze 90'), 19 Adams (91 Zapata 67'). A disposizione: 81 Israel, 99 Siviero, 4 Prati, 8 Ilic, 13 Maripan, 17 Kulenovic, 34 Biraghi. Allenatore: Roberto D'Aversa.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck (16 Frattesi 87'), 25 Akanji, 30 Carlos Augusto; 36 Darmian (2 Dumfries 80'), 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic (22 Mkhitaryan 80'), 32 Dimarco (17 Diouf 80'); 14 Bonny (94 Esposito 61'), 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 15 Acerbi, 20 Calhanoglu, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

INTER-PARMA 2-0

Marcatori: 45'+1' Thuram (I), 80' Mkhitaryan (I)

La notte dell'Inter, la notte dello Scudetto. Come in un libro perfetto, l'ultima pagina si scrive nel posto più bello del mondo, il nostro stadio, con la nostra gente. Lo Scudetto a casa. Lacrime di gioia e commozione, corse matte e bollicine, abbracci e baci. Decibel al massimo, felicità, interismo. La notte perfetta è un Inter-Parma che finisce 2-0: segnano Thuram al 46', Mkhitaryan all'80'. Una partita che è stata, in sostanza, una lunga e dolcissima attesa: 90 minuti per arrivare alla vittoria, attesa e meritata. Un'atmosfera incredibile, per accompagnare i ragazzi di Cristian Chivu in un match giocato col piglio dei padroni. Con le accelerazioni al momento opportuno: sul finale del primo tempo, una verticalizzazione di Zielinski che spalanca il campo a Thuram per l'1-0. E poi il raddoppio a 10 minuti dalla fine: capitan Lautaro, tornato in campo nella ripresa, che manda in rete Mkhitaryan. Che notte, quella degli interisti. Che festeggiano ancora, uno Scudetto bello e straordinario.

«Sono contento per questi giocatori, per la società e i tifosi, perché hanno dovuto subire un po' la narrazione e gli sfottò di chi ha sempre cercato di denigrare il lavoro che avevano fatto. La squadra è stata brava a rimboccarsi le maniche, rinascere e trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva. Ce l'hanno fatta e sono contento per loro: il ventunesimo scudetto è una pagina importante nella storia di questa grandissima società."
Cristian Chivu

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni (30 Carlos Augusto 67'); 2 Dumfries, 23 Barella (16 Frattesi 89'), 7 Zielinski (22 Mkhitaryan 67'), 8 Sucic, 32 Dimarco; 94 Esposito (14 Bonny 46'), 9 Thuram (10 Lautaro 67'). A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 15 Acerbi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi. Allenatore: Cristian Chivu.

PARMA (3-5-2): 31 Suzuki; 39 Circati, 37 Troilo, 3 Ndiaye; 15 Delprato, 10 Bernabé (22 Sorensen 75'), 41 Nicolussi Caviglia, 16 Keita (24 Ordonez 67'), 14 Valeri (29 Carboni 85'); 7 Strefezza (11 Almqvist 75'), 9 Pellegrino (23 Elphege 67'). A disposizione: 40 Corvi, 66 Rinaldi, 5 Valenti, 8 Estevez, 17 Ondrejka, 21 Oristanio, 27 Britschgi. Allenatore: Carlos Cuesta.

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